L’olfatto
Il corso per sommelier mi ha rovinato, non tanto come degustatrice, quanto come scrittrice (esordiente). Da quando l’ho fatto sono fissata con l’olfatto: il senso più trascurato che abbiamo, eppure capace di riportarci indietro di 20 anni non appena sentiamo un odore particolare. Altro che i ricordi che vengono alla mente vedendo una foto. E neppure una canzone riesce a trascinarci fisicamente dentro al passato quanto un profumo particolare.
Così quando osservo Tessa mentre scopre tutti i nuovi profumi del mondo che ci circonda mi emoziono. Mi sembra di ri-scoprirli insieme a lei, anche se per fortuna mia e dei miei vicini non la seguo nelle sue ispezioni della terra sotto ai cespugli, dei rami dei pini tagliati e lasciati lungo il sentiero del parchetto.
Poco fa quando ho aperto la dispensa delle mie adorate spezie e l’ho vista puntare immediatamente il naso verso l’alto, lo sguardo concetrato, m’è venuto un sorriso orgoglioso. Quasi mi veniva da spiegarle che quello che stava sentendo era un mix di chiodi di garofano, noce moscata, cannella, curry, spezie miste tailandesi, garam masala, cardamomo, semi di finocchio, dragoncello…

Siamo ancora nella fase in cui Tessa mi segue dovunque vado. Magari sembra che sta dormendo, io vado in bagno e lei nel frattempo si apposta subito dietro la porta. Oppure mentre lavoro si mette ai miei piedi, tipo peluche coprente che se fosse inverno forse sarebbe meglio. O ancora si mette accanto a me, ma così appiccicata che c’è sempre contatto fisico. Un po’ tipo gli innamorati agli inizi che non si vogliono perdere neppure un attimo di contatto e per i quali, non essendoci stato magari ancora altro, quel contatto acquisisce un’importanza spropositata.
