Vita con Tessa
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L’altro giorno, poco prima che l’ennesimo temporale arrivasse da Roma fino ai Castelli, il cielo era quello in questa foto. Grigio, blu cobalto, nero, tutto mischiato insieme. E sotto alle nuvole, in fondo a quell’orizzonte di mare che da qualche anno ormai mi trovo fuori dalla finestra, la luce del tramonto non era quella rosata di sempre a quell’ora, ma era quasi color platino. E pure il mare sotto. La terra blu. Così mi sono messa lì a scattare foto cercando di trovare tra le varie funzioni della mia macchinetta, quelle che riuscissero a esaltare maggiormente quei colori.
Tessa come sempre era al mio fianco, sentivo la sua schiena contro la mia gamba. Ogni tanto alzava su lo sguardo verso di me. Poi, visto che pure lei non scherza in quanto a curiosità, è saltata su, con le due zampine appoggiate (aggrappate) al davanzale, il collo allungato il più possibile per guardare anche lei fuori: vedere cosa mi interessava così tanto, annusare l’aria che già sapeva di pioggia, ammirare il cielo fuori dalla finestra.
Il corso per sommelier mi ha rovinato, non tanto come degustatrice, quanto come scrittrice (esordiente). Da quando l’ho fatto sono fissata con l’olfatto: il senso più trascurato che abbiamo, eppure capace di riportarci indietro di 20 anni non appena sentiamo un odore particolare. Altro che i ricordi che vengono alla mente vedendo una foto. E neppure una canzone riesce a trascinarci fisicamente dentro al passato quanto un profumo particolare.
Così quando osservo Tessa mentre scopre tutti i nuovi profumi del mondo che ci circonda mi emoziono. Mi sembra di ri-scoprirli insieme a lei, anche se per fortuna mia e dei miei vicini non la seguo nelle sue ispezioni della terra sotto ai cespugli, dei rami dei pini tagliati e lasciati lungo il sentiero del parchetto.
Poco fa quando ho aperto la dispensa delle mie adorate spezie e l’ho vista puntare immediatamente il naso verso l’alto, lo sguardo concetrato, m’è venuto un sorriso orgoglioso. Quasi mi veniva da spiegarle che quello che stava sentendo era un mix di chiodi di garofano, noce moscata, cannella, curry, spezie miste tailandesi, garam masala, cardamomo, semi di finocchio, dragoncello…
Ci sono cani timidi di natura, e altri che socializzano con chiunque. Cani che abbaiano costantemente - tipo quella della vicina - e altri che non lo fanno mai - tipo Tessa. Ci sono cani che partono bene e che poi per qualche trauma smettono di fidarsi così tanto (ad esempio la cagnetta dei miei è rimasta traumatizzata dai ladri che hanno ucciso il suo fratellone e sicuramente hanno picchiato pure lei).
Tessa ricade nel gruppo dei cani che socializzano con chiunque. Le basta che qualcuno per strada incroci il suo sguardo, abbozzi un sorriso e lei è già lì, che scondinzola così forte che potrebbe spazzare via persino oggetti pesanti. Un po’ mi fa paura, perché ho idea che chiunque potrebbe portarsela via senza che lei si metta a fare grosse obiezioni (se non le solite pause per cercare di annusare chissà che per strada). Però d’altra parte adoro il suo modo di avere una fiducia incondizionata verso tutti gli altri: umani, cani, poco importa. E’ come quella dei bambini, solo che i bambini poi diventando adulti cambiano, capiscono che ci sono anche persone che tutta questa fiducia non la meritano, e spero che in questo Tessa possa rimanere sempre cucciola.
Ieri ho iniziato lo “svezzamento” numero due, il passaggio da crocchette a cibo fatto in casa. Non per niente, ma per quanto le crocchette di marca siano decisamente più buone e salutari di quelle a buon mercato (e proporzionalmente più costose) sono fermamente convinta che un pasto fatto in casa sia sempre preferibile. Vuoi mettere il cibo fatto dal proprio umano che ci adora e si chiede costantemente come ha fatto a vivere senza di noi finora?
Il veterinario mi aveva messo in allerta: all’inizio potrebbe non voler mangiare; di solito i cani piccolini sono più difficili dei grandi ma se dovesse fare problemi non temere. Mentre preparavo facevo capire a Tessa che stavo cucinando per lei - e i cani capiscono! Così quando ho sollevato il coperchio dopo un po’, Tessa ha annusato l’aria interessata. E quando le ho dato la sua prima pappa fatta in casa l’ha divorata. Poi una volta finito ha ricominciato a scodinzolare (prima era troppo concentrata a mangiare…)
Posso dire che sono distrutta dopo questo weekend pur non avendo fatto le ore piccole? Sarà che sabato pomeriggio ho portato Tessa a fare la sua primissima passeggiata al lago. Non c’era ancora quasi nessuno - saranno state le 16 - ed è stata una fortuna perché Tessa è tutto fuorché timida e così appena vede qualcuno la prima cosa che le viene in mente è di salutare, saltare addosso, leccare. Abbiamo impiegato un’eternità per percorrere un tratto di lago che di solito richiederebbe una decina di minuti, poco più. Ogni angolo nascondeva chissà quale universo da scoprire tra foglie, cespugli, formiche, pezzi di carta abbandonati (”No, Tessa, quello no!!!”). E poi c’è stata la corsa dietro alle foglie. Già, perché le foglie volavano impazzite, trascinate da improvvise ventate e Tessa volava (impazzita) dietro a loro. In quei momenti mi sentivo un po’ come i padroni del mitico Marley quando puntava i Boca-barboncini…
Ieri invece c’è stata la riunione familiare. Tessa dopo un mese di lontananza ha rivisto la sorellina, Emy, che ora vive a casa dei miei cugini. Siamo entrati con Tessa al guinzaglio ed Emy, appena l’ha vista, è scappata via con la coda tra le gambe. Tessa invece scodinzolava all’impazzata. Dopo i primi minuti in cui la situazione sembrava totalmente sbilanciata (Tessa in braccio a me che sbaciucchiava Emy - a sua volta in braccio a mio zio - che invece la ignorava con un contegno impressionante) le abbiamo lasciate libere di giocare. Si sono rincorse per ore, saltandosi addosso, lottando, fingendo di mordersi… La scena più bella quando tutte e due, fianco contro fianco, spalla contro spalla, si sono ritrovate davanti il gatto che, a debita distanza, le guardava. E loro che lo guardavano. Poi annoiate dal gatto si sono rimesse a giocare tra di loro. E hanno giocato così tanto che Tessa quando siamo tornati a casa è crollata.
In questi tempi di social network finisce che pure i cagnolini vengono coinvolti. Così ieri mi sono portata dietro Tessa all’incontro anobiiano - la sua prima uscita ufficiale (finora a parte casa mia aveva solo visto quella dei miei e il loro giardino). Il viaggio dai Castelli fino alla Fattorietta (agriturismo nel cuore di Roma, con tanto di vista sul cupolone) è filato liscio. Fortunatamente Tessa non ricade nella folta schiera di cani che soffrono il mal d’auto. Quanto all’arrivo… beh, Tessa è impazzita! Un posto nuovo, con tutta quella gente mai vista prima e che arrivava ogni minuto e la riempiva subito di coccole…
Ovviamente ha riempito di zampettate bianche i vestiti di tutti, e ha mostrato un’indiscriminata passione, quasi feticista direi, per i piedi che calzavano sandali… Qualcuno si è appassionato, qualcun altro ha sopportato col sorriso ma devo dire che dopo la prima ora anch’io riuscivo a tenerla un po’ meglio (quasi sempre). Unico momento di panico prima di cena: in questo agriturismo c’erano anche capre e asini, protetti dalla recinzione. Tessa era così intenta a guardarli a debita distanza che non si è accorta che un cagnolino che era la metà di lei, la stava annusando. Quando si è avvicinato troppo, in uno dei punti strategici, mettiamola così, è schizzata via più veloce della luce piangendo come una disperata tra la gente… Presa in braccio e dopo dieci minuti stava già una favola, sommersa ancora di coccole dagli ultimi arrivati, e quando più tardi il cagnolino è tornato, ma senza avvicinarsi, lei era lì che scodinzolava socievole come sempre. E ora dorme sopra i miei piedi - ma oggi piove ed è più fresco.
Siamo ancora nella fase in cui Tessa mi segue dovunque vado. Magari sembra che sta dormendo, io vado in bagno e lei nel frattempo si apposta subito dietro la porta. Oppure mentre lavoro si mette ai miei piedi, tipo peluche coprente che se fosse inverno forse sarebbe meglio. O ancora si mette accanto a me, ma così appiccicata che c’è sempre contatto fisico. Un po’ tipo gli innamorati agli inizi che non si vogliono perdere neppure un attimo di contatto e per i quali, non essendoci stato magari ancora altro, quel contatto acquisisce un’importanza spropositata.
E mentre mi chiedo come fare a sfilare il piede a 300°C da sotto il suo pancino so già che arriverà il momento in cui non sarà più cucciola e pretenderà un po’ di indipendeza, e allora sentirò la mancanza del mio copripiedi affezionato.
Dopo tre giorni passati a Genova, sono rientrata ieri sera a casa. Tappa dai miei a recuperare la piccola Tessa dopo il suo “sleep over weekend” passato a giocare in giardino e a scoprire una nuova casa. Sono arrivata e come sempre aveva riconosciuto il rumore della macchina così quando mi sono affacciata alla porta della sala da pranzo l’ho trovata che guardava attraverso l’altra porta, quella a vetri, per cercare di capire chi stesse arrivando. Per qualche motivo le ero sfuggita di un attimo.
Allora sono entrata, l’ho chiamata. C’è stato un attimo in cui sembrava che si chiedesse è davvero lei?. E poi la corsa, con le orecchie dumbesche che facevano flap flap, io che mi chino per abbracciarla, lei che mi salta tra le braccia e scondinzola così forte che si dimena tutta.
E ora è di nuovo qui che dorme accanto a me.
Oggi festeggio un mese con Tessa e così ho pensato di inaugurare una nuova categoria dedicata a lei, la mia piccola labradorina. Forse avrei dovuto farlo prima, magari così rischio di perdermi qualcosa ma non è detto che questo primo mese sia già stato sufficientemente movimentato, tra prime notti insonni, visite dal veterinario e via dicendo.
E comunque Tessa so con certezza che mi regalerà ancora una vita di momenti incredibili.