September 2006

Il Cammino di Santiago prosegue (e ti segue) anche quando torni a casa

Oggi per la prima volta ho incontrato una delle persone conosciute lungo il Cammino, Francesca. Ci siamo conosciute quando eravamo entrambe alla fine del nostro percorso, in una trattoria di Finisterre, un giorno prima del mio ritorno a Roma.
Io stavo scrivendo il mio diario di viaggio, lei era appena arrivata a Finisterre in pullman col suo ragazzo. Poche battute scambiate così, da un tavolo all’altro. Un incontro che nella sua brevità poteva sembrare che valesse meno di quelli fatti con le persone con cui ho condiviso giorni e giorni di Cammino. Eppure sul Cammino la quantità del tempo passata insieme vale ancora meno che in altre situazioni. Una frase pronunciata da una persona che non vedrai mai più ti rimane nel cuore e lì resta, affiorando nuovamente quando meno te l’aspetti.

Questi ultimi giorni sono stati strani. Non nascondo di aver messo in discussione il Cammino (o meglio gli effetti che ha avuto su di me), anche se un po’ me ne vergogno. Come si può mettere in discussione il Cammino?

Eppure oggi è successa una cosa stupenda, perché proprio quando stavo mettendo in discussione il bene che mi ha fatto questa esperienza, ho incontrato nuovamente Francesca, e parlando con lei ho sentito nuovamente quelle sensazioni provate lungo la via, quella forza interiore che non sapevo di avere. Il mio amico Marco diceva che il Cammino ti dà tutto quello di cui hai bisogno - se hai fame trovi un cesto di frutta per i pellegrini, se stai giù trovi un sorriso - così oggi che avevo bisogno di incontrare qualcuno che mi facesse nuovamente rivalutare questa esperienza quella persona è arrivata.
Il Cammino di Santiago prosegue (e ti segue) anche quando torni a casa.

PS Grazie Francesca!

Sono solo coerente

Sono solo coerentedi Slawka G. Scarso

Promettimi che di me
Non ti innamorerai.
Innamorarmi io?
Tranquillo, non sia mai!
Poi vennero
Le lunghe passeggiate in riva al mare
I pomeriggi passati a chiacchierare.
I baci a volte rubati
Gli abbracci infiniti.
I mesi cominciarono a passare,
Ogni gesto dell’altro
Diventava dolcemente familiare,
E scattò quel meccanismo
Per cui a volte
Conoscere vuol dire amare.
E un giorno finalmente,
Come non mi ami? Chiese lei
Quanto c’è stato allora per te
Non significa niente?
Non è cresciuto in te
Nessun sentimento travolgente?
Da te volevo un’amante,
Lui rispose,
Sono solo coerente.

Foto di Angela W

All right, all right, I’m moving out

I know I’ve been saying this for ages now. Whenever I hear from someone lately and mention about my flat, the only response I get is “Why, haven’t you moved there yet?”. Well, no I haven’t. For many reasons, including the fact I’ve spent most of the summer away, plus when I finally came back I left again, though only at the weekends. And when is someone supposed to move out if not at the weekend? On top of that, the couple from downstairs hadn’t moved in yet either, so I would have had to be alone in the entire building. Not a pleasent thought for Miss I’m scared of everything except walking in a wood at night (but, oh, how much I prayed that time!). Now that they’ve moved, however, I can hear them coming back home every night, and I’ve already become pleasantly accustomed to the new sounds in the building.

Something has changed too, I noticed it tonight. So far, I’ve been working from my new home during the day, whilst sleeping back at my “old home” at night. Tonight, however, as I was switching off my laptop, I felt I was sorry to leave my home. I felt I would miss the comfort of my new place. So I’m happy this weekend I should end the moving out…

Ingrato - Reprise

Ingrato - Reprise - Slawka G. Scarso di Slawka G. Scarso

Mi chiedi di saltare
Nel vuoto.
Salto.
Con la mano nella tua
Ma salto.
Mi chiedi di partire
Verso obiettivi lontani
Su una nave senza prua.
Con te, parto.
Mi chiedi di lasciare
Ogni mia sicurezza.
Tutto,
Per te, lascio.
Mi chiedi una risata
Quando la felicità
Sembra passata.
Te la porgo.
Senza batter ciglio
Tu l’agguanti
Poi pago, il mio cuore
Contro un muro
Schianti.

E ora, pieno
Di rimpianti
Vorresti pure dormire?
Ma vai a cagare.

Logorroica

Carriole
Di parole
Vagonate
Di cavolate
Parla, parla
E dal palco
Non c’è verso
Di schiodarla.
Senza cura
Della platea
Si assicura
Che nomea!
C’è chi tossisce,
C’è chi sbadiglia,
Lei non capisce,
La pazienza s’assottiglia.
Dal fondo una voce
“Che croce!
Vai a casa!”
Risponde l’oratrice:
“Mi avete malintesa!”
“Malintesa?
E chi più t’ascolta?
Saranno tre ore
Che l’attenzione
Te l’abbiamo tolta!”

Sulle scale della metro

Sulle scale della metro
Per non rimanere indietro
Una vecchina
Chiese una mano
Appoggiando l’altra al corrimano.
Subito si offrì una ragazza
Minuta ma bellina
Non curandosi della stazza
Imponente della vecchina.
Un passo, poi un altro
La vecchina prese sicurezza
E decise di allungare il passo
Senza avvertire la ragazza.
Ma con quella stazza
La ragazza
Essendo minuta ma bellina
Non riuscì a trattenere la vecchina!
E giù per le scale,
In un capitombolo colossale
Finirono la vecchina
E la ragazza minuta
Ma bellina.

Settembre al mare con mistero

Sul bagnasciuga vedo
Sassolini levigati dal mare
Svelati da onde
Che si vanno a ritirare,
Primi passi di ex lattanti
Cancellati da orme di grandi bagnanti,
Due ciabattine che guardano il mare,
Ma nessuno in acqua a nuotare.