October 2006
Monthly Archive
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Erbe dai monti
Scivolano sottili
Nel tuo bicchiere
di Slawka G. Scarso
Trattiene il fiato.
Controlla
Da ogni lato.
Osserva nascosto,
- nessuno lo vede -
A tutto, è disposto,
E intanto si chiede:
“Ma perché
ho sbagliato?
Perché non ho riletto?
Non ho controllato?”
Il capo è preso
Da tutt’altre faccende
Neppure ha compreso
Che tira aria di ammende.
Il report sbagliato
Gli giace a un lato
Da altre carte celato
Non l’ha neppure notato.
Poi il telefono squilla:
È il direttore Scintilla.
Appena il capo esce
L’altro l’occasione ghermisce.
In punta di piedi,
Ecco, lo vedi?
Corre, schiva,
E alla scrivania
Infine arriva.
Il report rimpiazza,
Si gira, si affretta,
E giù a terra stramazza,
In caduta perfetta,
Di quelle che tutti,
Per anni a venire
Dalle risate distrutti
Amerebbero narrare.
La signora Maria
In silenzio da primato
Addetta alla pulizia
La cera ha appena passato.
“Oddio mi scusi”
Con gesti profusi,
Maria giustifica il danno
Dell’inconsapevole inganno
Mentre l’autore cascato
Esce col report errato
Un gomito spezzato
Ma il posto salvato.
Vicini,
Solo per poco,
Ci ha posto
L’universo
Assegnandoci
Con parsimonia
Uno scampolo di tempo
Sul quale ricamare
Una misera manciata
Di momenti vissuti
Insieme
Una matassa di seta
Con cui tessere
Il drappo incompiuto
Della nostra storia
E un filo infinito
Che ora unisce me a te.
Dovunque sei.
di Slawka G. Scarso
Corrono veloci le nuvole
Lungo le colline.
Ombre che rapiscono
Sole-colore
Poi subito
Lo rendono
Al giallo dei campi
Al rosso dei tetti
Al verde delle persiane
Dei casolari.
Senza bagaglio
Proseguono rapide
Alla ricerca di
Altre nuvole,
Lontane, chissà dove.
di Slawka G. Scarso
Corrono, bambini sfuggiti
alla mano dei padri
In appartamenti rifiniti:
Tutto! in 25 metri quadri.
Signore con le amiche
Parlano e girano tra i materassi
Confrontandosi sui formati,
Aggiornandosi sui pettegolezzi.
Intanto sulla lista
Inseriscono reparto e scaffale
Del mobile di plastica
Che vogliono acquistare.
Studenti lontani da casa
Qui fanno la spesa
Con la speranza di ricreare
Un ambiente loro, se non familiare.
Per coppie che ancora non osano
Parlare di convivenza
Il giudizio su un tavolo
Acquisisce infinita importanza.
Per altre più consolidate,
Sposate già da un po’
Vasi e candele colorate
Sono solo suppellettili per il comò.
Ma come definire tutto questo?
Esperimento antropologico
senza pretese,
O semplice mobilificio svedese?