June 2007
Monthly Archive
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C’è una sensazione d’altri tempi, a stare seduti sui gradini che costeggiano una vecchia basilica romana, leggendo un libro usato, comprato da una bancarella in un mercatino di provincia, ascoltando le prove di un concerto sinfonico. C’è qualcosa che sa di altri tempi, che profuma di carta ingiallita e di erbe cresciute dove non dovevano. Che suona di passi veloci sotto tuniche biancastre di un tempo passato, e di archi e ottoni di oggi e dell’Ottocento.
C’è una sensazione d’altri tempi eppure è quanto mi è successo ieri sera, mentre aspettavo un concerto alla Basilica di Massenzio. A suonare, la Polish Radio Symphony Orchestra di Varsavia. Opere di Polaster e Wieniawski e poi la settima di Beethoven. Un concerto splendido. Ammetto che non conoscevo i lavori dei due polacchi, e solo dopo ho scoperto che la polonaise di Polaster veniva canticchiata tutto il tempo dalla mia bisnonna… Ma, come dire, erano altri tempi…
I poemi sinfonici non seguono necessariamente la trama dell’opera letteraria a cui si ispirano. Piuttosto, ne riecheggiano personaggi, tematiche. Così, è forte il parallelo tra la struttura particolare delle Mille e Una Notte, quella del racconto nel racconto, con le fiabe che si susseguono e a volte si intrecciano, e la Scheherezade di Rimsky-Korsakov, definita a ragione dallo stesso autore “un caleidoscopio di immagini fiabesche.”
In pieno periodo impressionista, mentre Seurat scompone il colore nei suoi dipinti, Rimsky-Korsakov distingue le voci dei singoli personaggi: il suono tuonante degli ottoni dà inizio al concerto presentandoci il sultano; poco dopo appare Scheherezade, sottile e sinuosa come le note ammalianti del violino che le dà voce sullo sfondo di un’arpa. Un’introduzione immediata delle due figure che cede subito il posto ai racconti che la moglie del sultano narra per indurlo a non ucciderla e che il compositore russo raggruppa in quattro movimenti… CONTINUA a leggere il mio articolo sul Pendolo
La settimana scorsa, rileggendo l’inizio del mio romanzo, ho pensato di aver buttato solo un bel po’ di tempo. Di aver sacrificato il lavoro vero per qualcosa che non meritava alcuna attenzione. E’ normale, capita a tutti, ma quando capita non pensi che è solo una fase naturale del processo creativo, pensi che fino ad allora ti sei sbagliato, e improvvisamente invece è arrivata quell’illuminazione che aspettavi da tempo.
Ora sto facendo leggere l’inizio del romanzo a una persona fidata, fortunatamente fin troppo obiettiva. E le prime reazioni sono così positive che mi sta tornando quella carica creativa che nelle ultime settimane era andata un po’ scemando, trattenuta da troppe insicurezze. E già quella persona mi ha detto che si sta chiedendo come andrà a finire, così, visto che la fine per ora è ancora nella mia testa, non mi resta che accingermi a metterla sulla carta, nel giro di un paio di settimane. La sto meditando costantemente e credo che quando arriverò al punto di saturazione non mi resterà che scriverla tutta di getto, ai ritmi di quelle 10.000 battute al giorno che hanno segnato l’inizio di questo mio romanzo, ormai a un passo dall’essere compiuto.
2 comments Slawka G. Scarso | Diario di una scrittrice esordiente
Beh, lo ammetto, il finale non è ancora ultimato ma alla fine si tratta davvero di una ventina di pagine, niente di più. Così visto che in questi giorni la creatività se n’è volata via ho pensato di procedere alla seconda stesura del romanzo. Poi pian piano le parole per il finale che sta intasando la mia testolina e non c’è verso di farlo uscire, arriveranno.
Forse avrei solo bisogno di uno stura lavandini…
1 comment Slawka G. Scarso | Diario di una scrittrice esordiente
Sono giorni e giorni che il Cammino di Santiago si intromette nuovamente nella mia vita. Sarà che l’estate è ormai alle porte - vento gelido escluso. Giusto qualche giorno fa mi è arrivato un invito a rifarlo a settembre, stavolta tutto, insieme a un pellegrino spagnolo, il mio primo amico sulla via conosciuto in quel buco di Pereje. Quest’anno però ho un unico programma, e chi legge queste pagine sa già di cosa si tratta. Non c’è spazio quindi per viaggi da pianificare.
Domani poi, rivedrò quella persona speciale che è tornata prima di Fisterra per me, che mi ha dato un fiore che ancora tengo nel mio diario del Cammino e che non sembra voler cedere neppure una sfumatora di colore, tenace come la nostra amicizia. Domani vedrò quell’amico che non vedo da Santiago quando mi ha accolto con un pacchetto di fazzoletti per asciugare la mia commozione.