July 2007

La voce narrante nel primo romanzo di Calvino

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo CalvinoLa forma narrativa utilizzata da Italo Calvino nel Sentiero dei nidi di ragno (1946), è stata definita dallo stesso scrittore più un “neo-espressionismo” che un “neo-realismo”. Anche se il tema della lotta partigiana si inserisce tra quelli del neo-realismo, la voce narrante non ha un tono naturalistico, documentario ma si tinge di sfumature grottesche e fiabesche. La storia, raccontata in terza persona da un narratore onnisciente, viene comunque filtrata attraverso gli occhi e il linguaggio del protagonista, Pin. Quest’ultimo è un ragazzino tra i grandi, né propriamente bambino, né tanto meno adulto.
L’utilizzo di questa voce narrante permette all’autore di astrarsi dalle prese di posizione ideologiche, quasi per evitare di farsi mettere in soggezione da un tema così grande come la guerra. Così l’io narrante finisce per identificarsi con lo stesso Pin e affronta il tema “di scorcio”. Continua a leggere il mio articolo sul Pendolo.

Vento del deserto

Deserto del SinaiNon hai bisogno di scalpello,
Né tanto meno di martello,
Di nessun attrezzo particolare,
Per quello che hai da fare.

Le montagne del deserto scolpisci
Ogni loro roccia definisci,
Solchi e falde che con la luce del sole
Di visi e animali acquistano l’espressione.

Così, lentamente,
Un soffio e un altro ancora,
Manifesti il plasmare beato
Di Colui che il mondo ha creato,
E su ogni cosa, regna tuttora.

Ras Mohammed

Spiaggia dei barracudaRestano ancora le tracce di questa vecchia base militare israeliana - le vedi nei sacchi a protezione di una postazione di vedetta, in cima a una piccola collina. Tutt’attorno, deserto e mare.

Le acacie spinose sono ancora cespugli attaccati a terra. Le rocce presto lasciano il posto alla sabbia. Nel mare cristallino migliaia di pesci ti circondano ma il vero problema sono i troppi turisti - qualcuno ti spinge verso la barriera corallina. Qui vale la legge del taglione. Dai uno spintone a tua volta, ed eviti di ferirti.

MangrovieA me, che sono terrorizzata dai pesci, è bastata la prima uscita di snorkelling. Sapere che il giorno prima avevano visto un barracuda e uno squalo nella spiaggia della seconda uscita è stato più che convincente. Posso pure mascherare la paura quando vedo un cane, ma con uno squalo???

Poi ancora mangrovie, sabbie mobili, laghi salati che di notte scompaiono per magia e finalmente due persone davvero simpatiche con cui farsi quattro risate!

L’italiano medio a caccia

Micro racconti dal villaggio

L’italiano medio a caccia ha la camicia sbottonata, il petto villoso ben in mostra insieme a una catena d’oro spessa un paio di centimetri. L’italiano medio si siede entusiasta a un tavolo pieno di russe. Quelle fanno “Ciao”, poi continuano a parlare tra di loro, nella loro lingua. Lui, che al massimo conosce due parole di inglese, è contento lo stesso. Approfitta di quel silenzio per studiarsi la storia delle mille e una notte passate con queste ragazze, quella che racconterà agli amici. Quando l’ha memorizzata per bene parla in inglese e chiede:

“Drink? Drink? Drink?”

Le ragazze sorridono ma fanno cenno di no. Il drink è già incluso nella vacanza tutto-compreso, non c’è gusto ad accettare. Lui è contento lo stesso. Va a prendersi da bere e ritorna. E intanto ripassa di nuovo la sua storia.

Una pista nel deserto

Moto quad nel deserto del SinaiCala la luce nel deserto mentre uno dopo l’altro l’attraversiamo, ciascuno con quattro ruote e il cuore in mano da porgere all’immensità che ci circonda. Seguiamo la pista già percorsa dagli altri, tracce sulla sabbia tra le montagne scolpite dal vento, un zig zag tra le acacie spinose, salutando con la mano i cammelli che vengono riportati verso casa, e quelli che a casa non ci arriveranno più.

Una culla in mezzo al deserto

Monastero di Santa CaterinaIl monastero di Santa Caterina è una culla in mezzo al deserto roccioso del Sinai. Tra le sue alte mura ha permesso ai monaci ortodossi sfuggiti all’inizio del Cristianesimo di continuare a professare la loro fede. Tra le sue alte mura, ospita tre religioni insieme, il minareto fianco a fianco al campanile della chiesa, fianco a fianco alla sinagoga, in questa terra attraversata da così tante anime, ciascuna protesa verso un unico Dio.

Verde e blu, i colori si fanno intensi

Il villaggio è verde e blu. Colori intensi che sanno di finzione scenica in un posto dove non piove mai ma i prati hanno l’erba più verde che a casa mia, e la piscina ha un blu più terso del cielo immenso che la sovrasta.

Il colore dell’oro

Ogni cosa ha il colore dell’oro, appena usciti dall’aeroporto. Tutt’attorno sabbia e montagne, e poi muri di polvere dorata che filtrano il sole che si appresta a tramontare.

Haiku della partenza

Crema e costume,
Valigia quasi pronta
Domani parto.