September 2007
Monthly Archive
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Il romanzo c’è, c’è, ma tra viaggi, lavori ed emergenze lavorative che mi inchiodano al computer per weekend interi senza lasciarmi scrivere neppure due righe di mio, tutto procede con molta (forse troppa?) calma. E il bello è che non vorrei neppure prendermela troppo con comodo perchè, sia ringraziato il Cielo, già mi vengono idee per i prossimi progetti e non vorrei che se ne svolazzassero via prima di arrivare a scrivere la parola fine sulla bozza definitiva del mio primo romanzo.
A cosa sto lavorando dunque? In questa seconda bozza più che ritoccare l’italiano (per quello ci sarà abbondantemente la terza) sto cercando di assicurarmi che ci sia un’impeccabile coerenza nella trama. Che non mi sia sfuggito un personaggio con un lavoro nel capitolo I e uno completamente diverso nel capitolo XV. Perchè, dannazione, per questo romanzo non ho pensato a preparare una scheda per ciascun personaggio. Ma del resto si impara facendo, no?
2 comments Slawka G. Scarso | Diario di una scrittrice esordiente
di Slawka G. Scarso
Tinte di mare
Dipingono le case
E le chiesette
2 comments Slawka G. Scarso | Con o senza rima, Haiku cartoline
di Slawka G. Scarso
Vento che scavi
Spalancando al mare
Grotte smeraldo
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di Slawka G. Scarso
Pesce si vende
Tra canti e banconi
Correte tutti
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Un uomo che provochi e punzecchi,
Con argomentazioni senza fondamento
Ma con la pretesa di avere
Sempre e comunque l’ultima parola,
Al più potrà sembrare
Poco intelligente, magari arrogante.
Una donna, al contrario,
Che provochi col medesimo sforzo
E con la stessa ostinazione
Sembrerà soltanto parecchio inacidita,
E magari da troppo tempo privata
Di una “certa” soddisfazione.
Secondo T.E. Lawrence, chi sogna a occhi aperti è molto più pericoloso di chi sogna a occhi chiusi: rispetto al secondo, infatti, farà di tutto per realizzare il suo sogno. Questa stessa dimensione del sogno a occhi aperti è presente anche nel romanzo di Anosh Irani pubblicato in Italia con il titolo Il bambino con i petali in tasca. In realtà questa traduzione rende meno l’idea rispetto al titolo originale, The song of Kahunsha. Kahunsha è la Bombay nuova, la città senza tutta la povertà, esteriore e interiore, che il piccolo protagonista, Chamdi, sogna di veder realizzata un giorno.
Il linguaggio è semplice come quello di un bambino che però guarda il mondo con la maturità di chi lascia la vita già difficile di un orfanotrofio per perdersi nelle strade di Bombay alla ricerca del padre.
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Dopo un compleanno che purtroppo ha avuto anche i suoi momenti bui (ma ringrazio chi ha contribuito ai tanti momenti splendidi), una notizia bellissima con cui cominciare non solo la settimana ma anche i miei 30 anni. Il mio racconto dal titolo “L’ultima notte del netturbino” è stato selezionato tra i 24 che verranno pubblicati nell’antologia “Per quante notti” edita dalla Giulio Perrone Editore.
Venerdì prossimo 7 settembre alle 19, presso la libreria LibriConGusto (via dei librari - zona Campo dei fiori), verrà presentata l’antologia e gli autori sono stati invitati a leggere il proprio racconto. Chi volesse venire a fare il tifo e stra-invitato!
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Ieri, di ritorno a casa tardi, ma molto tardi, ho trovato gli auguri di buon compleanno del Sindaco della mia città. Usanza carina, facilitata dal fatto che per quanto questa sia ufficialmente una città, gli abitanti arrivano ben sotto i 10.000. Solo quando ho aperto la lettera mi sono resa conto che gli auguri erano indirizzati a tale Giorgia Scarso… e chi è? e Slawka dov’è finito? Va bene che ci sono abituata a sentire il mio nome storpiato e via dicendo, ma la lettera era stata preparata da quello stesso Ufficio Anagrafe che mi stampa carta d’identità e certificati vari…
Così il dubbio mi ha assalito e nel bel mezzo della notte sono corsa a controllare i miei documenti per scoprire… come mi chiamo. Carta d’identità, tutto ok. Certificato di residenza stampato da poco, tutto ok. Scheda elettorale pure. E allora che cosa è successo? E’ successo che io sono sempre la stessa, ma sono sempre gli stessi anche gli impiegati del Comune, che se devono spingere il tasto print allora va tutto bene, ma se devono personalizzare una lettera e TRASCRIVERE a mano un primo nome che contiene due consonanti “strane” gli si atrofizza il cervello in un nanosecondo.
Perchè come dicevano quei miti di Avanzi, “L’ufficio è aperto dalle otto alle otto, tutti i giorni della settimana tranne i primi sette.“
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