October 2007
Monthly Archive
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Tra Santander e Bilbao c’è la distanza del Koln Concert di Keith Jarret. Entrando a Bilbao temo in silenzio di perdermi al volante della gigantesca auto a noleggio (citycar? ma quando mai!) ma l’autostrada e i vari raccordi sbucano proprio davanti al Guggenheim, e per non notarlo bisognerebbe guidare a occhi chiusi e pure in quel caso ci si cascherebbe direttamente contro, in un salto stile Hazzard finendo spiaccicati come pongo contro tremila lastre di titanio che riflettono il colore rosato del cielo al tramonto, del sole rosso di sera bel tempo si spera.
Io, per fortuna, gli occhi li tengo ben aperti, e Luke mi suggerisce di girare a destra alla prima traversa e ancora con gli occhi fissi sulla mappa della Lonely Planet non capisce mentre rido. L’albergo è proprio lì: altro che panico per trovare l’indirizzo in una città sconosciuta - abbiamo impiegato appena il tempo di mettere la freccia a destra e far passare un pedone sulle strisce.
Lasciamo le chiavi al facchino come se tutti i giorni i vari uffici del turismo offrissero di coprire simili spese e facciamo il nostro ingresso al Grand Hotel Domine Bilbao, tra poltrone griffate, cascate di piatti e bicchieri, sculture falliche alte 7 piani e ascensori vetrati. La vista sul Guggenheim dalla camera vale il panico di un bagno disegnato da un architetto d’interni voyeur.
A cena, girando per il Casco Viejo alla ricerca di fortuna culinaria scopriamo di essere particolarmente sfortunati e veniamo fagocitati in una trattoria attirati dal suo gusto rustico - con tanto di fotografie di calciatori locali appese dietro il bancone del bar, un bagno che ci si sta come sardine - che si rivela uno spregiudicato esempio di specchietto per allodole turistiche con una serie di piatti dal sapore aglioso o banalmente poco gustoso che però ci dicono tipici.
In realtà non si tratta del manoscritto del quale più volte ho parlato in questo blog, ma di un altro progetto, dedicato al Cammino di Santiago. Un progetto ispirato alla realtà, ovviamente, e nato da una raccolta di poesie alla quale ho poi deciso di aggiungere una più consistente fetta di narrativa di viaggio. Ho editato e più spesso riscritto (anche se poi tutto quello che ho riportato rispecchia fedelmente quanto mi è accaduto lungo il Cammino) quello che avevo annotato sulla mia moleskine, giorno per giorno in quel breve ma intenso periodo della mia vita che ho passato a camminare di mattina e scrivere di pomeriggio.
Mi ero ripromessa di finire un manoscritto entro i 30 anni, e a un mese e mezzo di distanza dal mio compleanno ce l’ho fatta. Quasi non ci riesco a credere! Presto il manoscritto sarà in mano alla giuria di un premio, in palio la pubblicazione. Keep fingers crossed!
E ora non mi resta che tornare all’altro lavoro.
Nella foto… eccomi mentre sono ormai a una decina di chilometri da Santiago de Compostela. Si vede la faccia felice, eh?
10 comments Slawka G. Scarso | Diario di una scrittrice esordiente
Riposti con cautela, attendono pazienti,
Gli assoli e le armonie dei tanti altri strumenti.
Poi vicini, perfettamente paralleli
Si sollevano a mezz’aria,
Tesi. Pronti al loro momento.
Fermi. Senza neppure un sussulto.
Finalmente, tra le righe, tra le chiavi
E tra le note, arriva quella a loro riservata
Si toccano e si schiudono come un fiore
Mentre l’aria vibra tutta
Di un metallico rumore.
C’è un pezzo del mio cuore che è rimasto seduto al posto 22, fila PP del Royal Festival Hall. Un pezzo di cuore che era ancora ben saldo al resto durante l’esecuzione della sinfonia n. 3 di Prokofiev ma che lentamente ha cominciato a staccarsi durante Los sombreros de tres picos di Manuel de Falla, e inevitambilmente è rimasto lì dopo il Bolero di Ravel.
Mai la musica era riuscita a coinvolgermi così tanto. E ho compreso che davvero si può piangere di gioia.
di Slawka G. Scarso
Viti celate
Da muretti a secco
Vino di lava.
0 comments Slawka G. Scarso | Con o senza rima, Haiku cartoline