July 2008

Los Arcos

Verso Los ArcosDopo 21 km di vigneti e campi di grano - beh, non proprio tutti cosi’ ma di sicuro quelli sono i tratti che mi ricordero’ piu’ a lungo - sono arrivata a Los Arcos, citta’ medievale nata con il Cammino, a 30 km da Logrono.

I piedi fanno ancora male, ma il dolore e’ tollerabile tant’e’ che ho mantenuto un’andatura piu’ sostenuta e sono riuscita ad arrivare per le 1230, ma, sia ben chiaro, partendo alle 6,15 del mattino da Estella! E qui ho appena scoperto che ci sono due ragazze simpatiche conosciute a Zubiri, anche loro si sono fermate per due giorni a Estella. Che felicita’ vedere facce familiari!

Albergue gestito da una signora austriaca che fa i massaggi ai piedi e per domani ci ha promesso colaizone con pane nero - dopo giorni e giorni di fette biscottate tristissime ne sono felice.

Estella- Estella

Estella - panni stesi nell'albergueGIornata intera passata qui. Difficile lasciare i nuovi amici pellegrini, ma nel pomeriggio ne sono arrivati di altri, e tra un po’ tra questi trovero’ nuovi amici. Fra l’altro con i cerottoni anti tendinite che mi hanno messo, mi chiedono tutti cosa mi sono fatta… un buon modo di fare conoscenza!

Domani si riparte o no? ancora non lo so, ora fa male anche il tallone…

Fino a Estella

Croce Rossa a EstellaCome ci sono arrivata qui non lo so. MA anche oggi ce l’ho fatta. Ancora dolore, dolore, ma ho ritrovato PAblo, e fatto un pezzo di strada con Magdalena e Kasia - fantastici tutti. Arrivo a Estella quasi trascinandomi e passo un’ora e mezza alla sede della croce rossa dedicata ai pellegrini dove mi dicono che devo stare ferma un giorno. Domani insomma non riprendo a camminare. Vediamo cosa accadra’ dopo.

Fino a Puente de la Reina

Fino a Puente de la ReinaIl dolore ai piedi non passa, anzi. MA la tappa, soprattutto all’inizio, era splendida. Il contrasto tra i campi di grano e quelli di girasoli e il cielo scuro scuro che sembrava promettere solo pioggia era da togliere il fiato. Poi salita fino all’ALto del Perdon, discesa “ciottolosa” e di nuovo il caldo, e i piedi che fanno male. Ma anche oggi un incontro provvidenziale, stavolta con Mariusz, un pellegrino polacco, mi ha permesso di arrivare a Puente de la Reina.

Serata passata alla festa dei tori, con simil-corrida e simil corsa tra le vie come a PAmplona. Tanto bere, troppo bere. Non ci sono abituata, non mi e’ mai piaciuto. Ma i balli di gruppo in piazza sono riusciti a coinvolgere anche me. E rientro notturno con vista della Via LAttea. FInalmente!

Tutto sembra crollare… ma c’e’ sempre la Provvidenza

Entrando a PamplonaIl post stra-cattolico spero che venga perdonato… SOno partita stamattina da Zubiri carica di energia, fisica e interiore. Poi, di punto in bianco, scoraggiata forse da un segnale lasciato in memoria di una pellegrina veronese morta sul Cammino un paio di anni fa, e soprattutto dal caldo, sono arrivata ad Arre che ormai non avevo piu’ forze. I piedi facevano ancora piu’ male di ieri. Le soste servivano a ben poco. E il sole non lasciava scampo.

SOno entrata nella cattedrale di arre e li’ sono crollata. Ho pianto come poche altre volte nella vita, e dire che di termini di paragone ne dovrei avere! Ma poi e’ venuta una suora a consolarmi, e non dico che stavo subito meglio ma ha aiutato. E poi ancora, uscendo dalla chiesa, ho trovato un ragazzo inglese incrociato la mattina, Gareth, che pranzava con il suo amico Carlos. Mi sono unita a loro per il pranzo e poi ho continuato con loro fino a Pamplona. Un incontro provvidenziale. DA sola non ce l’avrei fatta, ma il CAmmino ti aiuta sempre.

Zubiri o zubiri’

ZubiriIl nome di questo posto ricorda le caramelle che mi piacevano tanto da piccola… Percorso piu’ facile di ieri, ma non aver recuperato le forze dopo la tappa Saint Jean - Roncesvalles ha pesato molto sul mio fisico, soprattutto i piedi!

Notte passata in uno stanzone che sembrava una chiesa sconsacrata o giu’ di li’, trasformata in albergue con 120 posti letto. Quando e’ arrivata l’ora del silenzio hanno messo un po’ di musica classica per farci da ninna nanna. Tappa difficile per il semplice motivo che ero distrutta da ieri. Ma posti bellissimi, il giusto equilibrio ombra-sole e saliscendi. E poi avere qualcuno che mi ha aspettato mezz’ora al mio arrivo a Zubiri prima di andare oltre, e’ stato bello da tenermi il sorriso da paresi per il resto della giornata.

E la prima tappa è andata

Credo che se mi avessero descritto, pezzo per pezzo, il Cammino di oggi, sarei partita direttamente da Roncisvalle. Ma fatto il tragitto, e con la tranquillia’ dell’essere sopravvissuta, sono felice di averlo fatto.

Giornata a dir poco stancante ma al tempo stesso bellissima. E poi è proprio vero che il Cammino ti protegge e ti aiuta sempre. Non ho fatto in tempo ad arrivare a Saint Jean che avevo gia’ fatto amicizia, e devo dire che camminare insieme a qualcuno oggi mi ha dato la carica anche quando, appunto, il sentiero era perpendicolare. E ora che ho assistito alla splendida messa del pellegrino - ho pianto, ma questo non sconvolgera’ chi mi conosce meglio - mi sento ancora piu’ forte. Peccato solo per la gamba che fa male, il piede pure, e una meta’ della faccia leggermente bruciacchiata!!!

E domani si riparte, alla volta di Zubiri.

In partenza

Vorrei poter dire che lo zaino è già pronto, ma non è proprio vero. Sono ancora alle prese con mille cose di lavoro e stasera vorrei pure uscire… E nel frattempo l’emozione per la partenza di domani cresce. Ormai non vedo davvero più l’ora!

Per i curiosi, ecco la mia scaletta prevista per le prossime due settimane:

  • 24 luglio: Roma CIA - London STN - Biarritz - Bayonne - Saint Jean Pied de Port (aereo-aereo-autobus-treno)
  • 25 luglio: Saint Jean Pied de Port - Roncesvalles - 25 km
  • 26 luglio: Roncesvalles - Zubiri - 21,5 km
  • 27 luglio: Zubiri - Pamplona - 21,4 km
  • 28 luglio: Pamplona - Puente de la Reina - 23,5 km
  • 29 luglio: Puente de la Reina - Estrella - 22 km
  • 30 luglio: Estrella - Los Arcos - 21,8 km
  • 31 luglio: Los Arcos - Viana - 18,6 km
  • 1 agosto: Viana - Navarrete - 22,4 km
  • 2 agosto: Navarrete - Azofra - 21,8 km
  • 3 agosto: Azofra - Granon - 21,5 km
  • 4 agosto: Granon - Tosantos - 21,2 km
  • 5 agosto: Tosantos - San Juan de Ortega - 19,2 km
  • 6 agosto: San Juan de Ortega - Burgos - 27,6 km
  • 7 agosto: Burgos - Zaragoza - Roma CIA (treno-aereo)

E anche la bozza #3 è andata

Ieri mattina, cellulare spento, telefono staccato, ho scritto la scena che, leggendo la terza bozza, sembrava ancora mancare. A questo punto non mi resta che stampare il dattiloscritto per il mio secondo lettore, e lasciare decantare il resto. Non voglio più toccare una sola pagina del mio romanzo per qualche settimana, ho bisogno di un po’ di distacco per poter riconoscere altri errori, altre frasi che potrebbero essere riscritte in modo più efficace, secondo il principio del less is more. E poi, sono troppo curiosa di sentire i feedback dei miei primi tre lettori, ho voglia di tenere le energie per quando mi diranno loro, cosa non va.
Scrivere è stupendo, poter plasmare un mondo intero, creare personaggi, farli parlare… è un privilegio. Ma non è solo ispirazione. E’ lavoro, lavoro, lavoro. Frasi da scrivere e riscrivere, scene da aggiungere, altre da eliminare. E in realtà, anche questa parte, più artigianale direi, è interessante. Non meno di quella più propriamente creativa. Perché man mano che trovi la parola più giusta di quella scelta prima, il mondo che hai creato emerge dalla carta, per diventare quasi tridimensionale. Si spera.

Il rischioso mestiere del traduttore

Il rischioso mestiere del traduttoreCi sono mestieri che quando li intraprendi sai bene che ti faranno rischiare la vita. O anche solo qualche infortunio. Mi vengono in mente i documentaristi che vanno a filmare i coccodrilli dall’altra parte del mondo, ma anche i rappresentanti e i camionisti che passano giornate intere in autostrada. Poi ci sono i mestieri sedentari, i lavori che si fa in ufficio, a volte addirittura da casa. Mestieri privi di rischio, non necessariamente noiosi, ma che non hanno nulla di temerario…

Pensavo che anche tradurre fosse uno di questi mestieri risk-free, finché, sollevando da terra il dizionario nella foto, piegando male la schiena, mi sono presa una bella contrattura che mi ha tenuto bloccata da venerdì, e che solo ora, dopo un bel po’ di medicine, comincia a passare. Spero solo di riprendermi in tempo per il Cammino di Santiago…