May 2009
Monthly Archive
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Morire dal gran rosicamento
Non è affatto un bel morire.
Dell’invidia c’è tutto il sentimento
Il sentire, più forte del sentire.
La causa, vero?, arriva a tradimento
E allora non sai proprio più che fare
Ma visto che ho capito il funzionamento
Non mi resta altro che farti rosicare.
Del resto, dopo il tuo disinteressamento,
Che cosa ti potevi aspettare?
Un’altra richiesta di parere?
Da farti magari ignorare?
Macché! Non è nel mio temperamento.
Piuttosto continuo a sorridere. E farti rosicare.
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Quando Ernest Hemingway terminò questo lavoro, disse che si trattava della sua opera migliore. Quello che aveva davanti era il suo romanzo in sei parole:”For sale: baby shoes, never worn.” (1) Rilanciato l’anno scorso dal Corriere.it, di fatto questo romanzo ha stimolato da sempre e ovunque tentativi di imitazione, o meglio ancora ha indotto tantissimi a cimentarsi con questa lunghezza, così breve ma che al tempo stesso ha dato un risultato così incisivo in Hemingway. Tentativi che spesso dimostrano che la portata di questo romanzo non è stata colta, perché il romanzo di Hemingway non era solo una bella frase. Era un romanzo!
Quali sono, dunque, le caratteristiche che rendono questo romanzo un piccolo capolavoro e non una frase molto bella? Per quale motivo Hemingway sosteneva di aver scritto il suo migliore lavoro? Innanzitutto, sottintesa in quelle sei parole abbiamo una trama, una classica situazione in cui i protagonisti partono da un certo punto A che viene sconvolto da una situazione B e porta infine alla conclusione C, ribaltata rispetto ad A. C’è la speranza e la gioia dell’acquisto per un bimbo appena nato, c’è la drammaticità dell’evento che ha portato a perdere quel bambino, e c’è il desiderio -o la necessità- di andare avanti in qualche modo. Non solo: anche per il lettore c’è uno sconvolgimento emotivo. In sei parole Hemingway riesce addirittura a creare il colpo di scena ma anche empatia per un personaggio di cui non sappiamo nulla - è la madre? il padre? la nonna materna che cerca a modo suo di aiutare? - ma che improvvisamente, dopo quelle ultime due parole sentiamo incredibilmente vicino a noi. E questo non capita con una bella frase, ma con un romanzo.
Scritto per Il Pendolo
0 comments Slawka G. Scarso | Degni di nota, Diario di una scrittrice esordiente