di Slawka G. Scarso

Mi abbraccia il tuo sguardo
quando non giochi
a solleticare il mio stomaco
in attesa.
E mi chiedi dove io sia stata
tutto questo tempo.
A cosa sia servita, tanta attesa.
Troppa.

Troppa, sì, e infatti non c’è risposta
alla tua domanda, ma posso solo
lasciarti fare,
mentre delicatamente sfili il mio cuore
e accarezzandolo lo tieni tra le mani.

Posso? Mi chiedi.
Tieni, tienilo pure per un po’.

E mentre ti allontani cauto
con le mani colme
sento il calore d’agosto
e non mi manca niente.