Un sonno meritato

Abbiamo allungato gli allenamenti per il Cammino di Santiago. Un paio di volte alla settimana io e Tessa facciamo un tratto più lungo, arriviamo quasi (ripeto, quasi) alla fine del bosco e poi indietro. Ci fermiamo a fare una pausa su una spiaggia, quello sì, ma ovviamente quando arriviamo lì io mi riposo e Tessa si lancia in acqua. Ancora non ha capito che deve approfittare di ogni occasione disponibile per riprendere le energie. Macché, lei deve nuotare. Altrimenti il lago a cosa serve?
Quando finalmente arriviamo a casa lei mangia due pasti in una volta – ed è uno dei pochi Labrador che se non ha fame non mangia. Poi dorme. Resta immobile per ore. Si gira appena. Come quando era ancora cucciola e aveva sei mesi e la portavo a fare addestramento con la protezione civile, la domenica mattina. Tra la lezione di gruppo, l’apprendimento dei comandi e lo stare in mezzo a una quarantina di altri cani, tra Labrador, Golden Retriever e Terranova tornava a casa distrutta. E a dire il vero anch’io.
PS davanti alla spiaggia dove ci fermiamo a fare una pausa fanno gli allenamenti di kayak. L’altro giorno Tessa ha nuotato fino a una boa, pensando che fosse una palla da riportare a riva. Quando si è avvicinata abbastanza da capire che era troppo grande e non ce l’avrebbe mai fatta è tornata indietro, come se niente fosse, come se l’avesse sempre saputo. E io pure ho fatto finta di niente.


