Il vino in Italia al Vinix Live! #13 a Melfi (e poi su in Friuli)

Pronti con le agende? Nei prossimi dieci giorni mi rimetterò a girare l’Italia dopo la pausa causata dal maltempo. Prossime destinazioni? Dopo un paio di giorni a Fisciano a insegnare marketing del vino all’Università di Salerno, la prima tappa libresca sarà a Melfi (PZ) con il Vinix Live! #13, un evento che più si avvicina e più si preannuncia splendido. La location sarà quella delle bellissime cantine di Carbone Vini, a Melfi, l’avevo già annunciato. L’evento inizierà alle 14.30 e per tutto il pomeriggio sarà possibile degustare e acquistare i vini a prezzo sorgente (un prezzo molto simile a quello che le aziende praticano ai ristoratori) delle aziende presenti: 8 aziende vitivinicole, del Vulture ma anche del resto del sud d’Italia, e 4 aziende di prodotti tipici della gastronomia. Durante la manifestazione si terrà anche la performance Parole itineranti tra le botti durante la quale il bravissimo Bruno Monico interpreterà alcune delle note di viaggio presenti nel libro: note sparse, che da sud risaliranno verso nord coprendo un po’ tutte le regioni. A seguire, alle 17.30, ci sarà la presentazione del libro vera e propria, durante la quale ci sarà a farmi da spalla Andrea Petrini e spero anche un’altra persona, grande professionista e grande amica…

A giudicare dall’energia che si percepisce attorno a questo evento, e all’impegno che ha messo innanzitutto Sara Carbone, in prima linea, anche davanti a tutta la neve che si è abbattuta su Melfi nei giorni passati, penso proprio che sarà una di quelle manifestazioni che gli assenti rimpiangeranno di essersi persi… Insomma, avete ancora qualche giorno per organizzarvi e venire giù… fate voi ;) – Il programma completo lo trovate qui. In particolare, per il vino, oltre a Carbone Vini (ovviamente!), ci saranno anche Casa Setaro e Cantine Cipressi che sono presenti nel libro ci saranno anche Cantine Barbera, ‘A Vita, Eleano, Laluce, Musto Carmelitano.

La settimana successiva sarò invece in Friuli. Prima tappa a Villa Russiz, a Capriva del Friuli, a tenere un seminario sul marketing del vino, il 24 febbraio, e poi sabato 25 febbraio alle ore 11 sarò invece a Cormòns, assieme a Pierpaolo Penco direttore del Master in Wine Business del MIB e a Fabiana Romanutti di Quanto Basta a presentare di nuovo Il vino in Italia all’Enoteca di Cormòns. Tutti i dettagli ufficializzati online tra pochissimo…

Sangiovese purosangue – un viaggio nel tempo

“Eh, questo è pure più vecchio di me,” faccio guardando con occhi emozionati la bottiglia di Rosso di Montalcino Baricci del 1975 che il signor Buffi mi sta mostrando, pronto a versarlo nel mio bicchiere. “E di parecchio,” mi fa lui, sorridendo. Un galantuomo davvero, non c’è che dire, visto che d’inverni, da quella vendemmia alla mia nascita, ne erano passati appena due. E quando assaggio esplode l’emozione davanti a un vino che, malgrado i suoi 37 anni, impressiona per la sua freschezza e strega per quei ricordi di salmastro – confermati anche da Armando Castagno, e se lo dice lui…! E intanto il signor Buffi mi spiega che quel vino è dell’anno in cui è nato il primo figlio, così come l’81 è l’annata del secondogenito, oltre che del secondo vino che mi fa assaggiare. Insomma, per l’occasione si è portato la scorta di famiglia, si vede mentre parla che sono annate importanti. E ci mettiamo a chiacchierare di come sia bello ricondurre le vecchie annate a certi fatti, a certi accadimenti. Occasione rara, questa, ma è stata una delle perle di Sangiovese Purosangue una manifestazione dedicata al Rosso di Montalcino, da 100% uve di Sangiovese, che si è tenuta questo fine settimana a Roma, organizzata da Davide Bonucci di Enoclub Siena, coadiuvato da Enrico Pacciani. E di aziende che avevano portato generosamente vecchissime annate di Rosso di Montalcino ce n’erano diverse in una degustazione a banchi d’assaggio sorprendentemente riuscita. Riuscita per i vini che c’erano, riuscita per l’atmosfera e per la gente che si incrociava.

Così per me è stata l’occasione per rivedere vecchi amici come Luciano Ciolfi di Podere San Lorenzo, convinto purista dal Rosso di Montalcino e considerando i risultati del suo, che ieri ho degustato nelle annate 2004, 2007 e 2008, chi può dargli torto? Ma ho rivisto anche Matteo Benvenuti di cui vi segnalo il delizioso agriturismo Antica Grancia Quercecchio, in un convento del 1400 dove nel 2006, in un’altra vita, quasi, ho fatto una rimpatriata con i colleghi universitari. E’ stata anche l’occasione per conoscere Giulio Salvioni finendo a parlare di viaggi in Africa e di effetti benefici della papaya dopo una scottatura, prima ancora che di vino! Per dare un volto a Nelle Nuvole (“Ah, ma davvero è lei?”) e ancora conoscere Lamberto Fattoi e più tardi Elisa Sesti, che, metà toscana, metà inglese, oltre a farci assaggiare anche lei qualche vecchia annata, mi ha risparmiato la fatica di dover fare da interprete, spiegando tutto a mio fratello e al suo amico che, venuti da Londra per il novantesimo compleanno di mia nonna, si erano uniti entusiasticamente a me nella degustazione.

Il bello di questa manifestazione era proprio quello di avere la possibilità di degustare più annate dello stesso Rosso di Montalcino, confrontando microzone, vendemmie, scoprendo che questo “fratello minore” del Brunello sa regalare incredibili sorprese in quanto a potenziale d’invecchiamento, facendosi raccontare qualche dettaglio inedito direttamente dal produttore stesso. Così, mentre degustavo, a mente già iniziavo a delineare il prossimo viaggio in terra ilcinese… Per approfondimenti, date una letta a Percorsi di Vino di Andrea Petrini, official blog della manifestazione. Il rischio è però di rimpiangere, e parecchio, di non essere venuti, vi avverto.

Bilinguismi, tradizioni e vulcani… ecco il “mio” Vulture

Durante i miei viaggi in giro per Il vino in Italia sono capitata più volte in località che avevano visto arrivare, nel corso dei secoli, popolazioni lontane, magari in fuga. Luoghi dove il bilinguismo si è miracolosamente mantenuto. Certe volte le andavo a cercare di proposito, come nel caso di San Felice del Molise (sede di Cantine Cipressi). In altri casi mi sono “imbattuta” in queste comunità, come quelle arbëreshë (i greco-albanesi),  più a sud, nei ricordi di un passato su un’etichetta in Calabria, o raccogliendo informazioni più approfondite, durante la mia visita sul Vulture.
Il fatto è che da mezza-mezza, come mi definisco io, con quel misto di sangue italiano e polacco, e un pizzico di cultura inglese, utile eredità in una storia familiare di emigrazione politica, quando mi trovo in contesti di bilinguismo, contesti in cui convivono più culture e tradizioni, mi sento a casa. Se a questo si aggiunge la presenza di una zona vulcanica, come sul Vulture, allora potrei direttamente piantare le tende e via.

E così ecco le foto scattate durante la mia tappa lucana, tra Barile, Rionero in Vulture e Melfi. Ho iniziato andando a trovare Elena Fucci, passando da una passeggiata tra i suoi vigneti, a osservare la stratificazione del terreno, eruzione dopo eruzione, a quella per i vicoli di Barile, con ancora le insegne bilingue e le cantine che quando arriva la vendemmia si aprono e si sta tutti in strada a lavorare. E poi di nuovo attorno a uno dei laghetti di Monticchio, con l’abbazia imponente, sopra di noi. Da lì da Cantine del Notaio, da Gerardo Giuratrabocchetti, scoprendo l’influenza che avevano avuto queste comunità sulla viticultura, sull’Aglianico del Vulture, visitando il museo nella sua cantina, che va ben oltre il classico museo di arte contadina che si può trovare in un’azienda vitivinicola – diciamo che è come fare un corso intensivo di antropologia – e infine a Melfi, nella cantina di Sara e Luca Carbone. E’ lì che riposa il loro Aglianico, in corridoi e salette segnate da archi e pareti diversi perché costruiti in epoche differenti. Così, se la parete nella “sala” più ampia mostra gli effetti della natura, con le diverse eruzioni e attività di quiete, nel corso del tempo, anche quello che è stato costruito – e scoperto un po’ per caso da Sara e Luca mentre ripulivano la cantina, mostra la mano dell’uomo, una mano diversa man mano che avanzava la storia di Melfi.

Chiudo con la cantina Carbone un po’ perché è lì che ho chiuso il mio viaggio nella zona dell’Aglianico del Vulture, l’anno passato, un po’ perché è lì che si terrà la prossima presentazione fuori-Roma de Il vino in Italia, durante il Vinix Live! #13, il primissimo al sud, sabato 18 febbraio 2012. Saranno presenti 8 aziende vitivinicole e 4 di prodotti gastronomici, tutte del sud. Con la consueta formula del Vinix Live sarà possibile assaggiare i prodotti ma anche acquistarli sul posto. Oltre a questo, ci sarà una bella sorpresa, di cui posso anticipare solo il titolo Parole itineranti tra le botti, e ancora il Baratto Wine Day e la presentazione del libro. Ah, dimenticavo, la mattina è prevista anche una visita alle aziende del Vulture che parteciperanno all’evento. Insomma, ci sono almeno una quindicina di buoni motivi per venire!

Ed ora ecco le foto, con tanto di didascalie. Quella in alto, invece, è stata scattata dalla terrazza del B&B Casa Laviano, nel centro storico di Melfi.

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