Dagli archi di (quasi)Salerno a quelli di Melfi

Una mansarda affacciata sul fiume Isonzo, la fine di una lunga giornata, e bella, con una toccata e fuga in Slovenia, per la prima volta, eccomi qui a scrivere il mio diario di viaggio tra Salerno e Melfi – ho qualche racconto in arretrato.
Che sarebbe stato un viaggio delizioso già ne ero certa dall’energia positiva che ruotava attorno al Vinix Live!, la mia tappa finale. Ne ho avuto la conferma quando passando per Napoli ho visto il Vesuvio… imbiancato! Tornare a Salerno, città che ho sempre sentito vicina, fin da quando avevo dieci anni appena, è stato fantastico, anche se poi di fatto mi sono fermata a Fisciano, per due lezioni che dovevo tenere. Però ne approfitto per segnalare a chi passa da queste parti il ristorante Casa del nonno, 13, a Sant’Eustachio di Mercato San Severino, uno di quei posti lontani da tutto ma che valgono assolutamente il viaggio. Il ristorante si trova in una vecchia cantina del ’700, con archi giganteschi e soffitti alti alti. Il titolare, Raffaele Vitale, è un architetto con una grande passione e voglia di ricerca in cucina. E la ricerca è fatta di sperimentazione ma soprattutto di recupero di tradizioni antiche, di materie prime, valorizzando anche quelle più povere e contadine, a partire dall’amuse bouche. Servizio attento a corredare il tutto. I piatti? La ricottina croccante su crema di patate e funghi porcini è stato un inizio esplosivo seguito dalla crostatina di pasta e patate con fonduta di provola e tartufo nero irpino – un incanto persino per me che non sono normalmente una grande amante del tartufo. Il menu prosegue e include tra gli altri anche ovviamente il maialino nero di Caserta – servito con mela annurca e broccoletti. Finita la cena mi hanno portato a vedere la cantina e allora ho scoperto che c’è anche una bellissima salumeria collegata – anche qui, ovviamente, ottima selezione dei prodotti. E ci si può pure mangiare, magari se volete un pranzo ricercato ma più veloce. Vale il viaggio.

E poi c’è stata la trasferta a Melfi, passando in auto attraverso l’Irpinia innevata, onde bianche sotto il sole. E a Melfi ancora tanta neve, da decenni non se ne vedeva tanta. L’esercito era ripartito il giorno prima ma restavano ai lati delle strade cumuli di neve alti più di un metro, in certi punti. E lì giornata tutta incentrata sul Vinix Live! #13 organizzato presso le Cantine Carbone, con Sara lì fuori ad accoglierci. Giornata fantastica, tante bellissime persone riviste (Sara e Luca e la loro splendida famiglia, Massimo, Claudio), quelle a cui ho dato finalmente un volto da aggiungere a un avatar (Marilena e Riccardo) e quelli che ho conosciuto proprio in questa occasione come Manuel. Energia positiva, voglia di fare e di fare insieme, e tanta gente interessata nelle grotte della cantina storica nel centro di Melfi. E durante l’evento c’è stata anche la presentazione del libro. E malgrado il tufo che si mangiava le parole c’era pure il bravissimo Bruno Monico che ha interpretato alcuni brani del mio libro – che emozione! – e Lucia Galasso che mi ha fatto da spalla durante la presentazione.

E il giorno dopo, prima di rientrare a Roma, una passeggiata per Melfi ancora innevata, a fare foto per i vicoli e sotto gli archi, salendo fino su al castello, una visita al museo di quelle che t’ispirano. Una statuetta lì a ricordarmi un vecchio progetto per un romanzo. Idee passate che riaffiorano, e durante il rientro a casa voglia di andare ancora più lontano, nascosta in una canzone come questa.

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