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	<title>nano pausa, micro lettura</title>
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	<description>racconti brevi, poesie, appunti di viaggio e di vino</description>
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		<title>Corri, ti fermi, e corri di nuovo &#8211; diario di un viaggio tra le colline emiliane</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 10:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il vino in italia]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti e cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo ammetto, ieri mattina ho pensato più volte che non ce l&#8217;avrei fatta ad arrivare in tempo. Anzi diciamo che ho preso il treno per un puro miracolo. Lascio questo mio status su facebook a raccontare l&#8217;epos del viaggio di andata. Le corse alla stazione, quelle col treno che sarebbe già partito, ma tu lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ammetto, ieri mattina ho pensato più volte che non ce l&#8217;avrei fatta ad arrivare in tempo. Anzi diciamo che ho preso il treno per un puro miracolo. Lascio questo mio status su facebook a raccontare l&#8217;epos del viaggio di andata.</p>
<blockquote><p>Le corse alla stazione, quelle col treno che sarebbe già partito, ma tu lo vedi ancora sul tabellone e allora provi. Quelle che vorresti che nessuno di tua conoscenza ti vedesse mentre giri come una disperata. Testa bassa, una mano a impugnare il trolley, l&#8217;altro braccio che avvolge una scatola coi libri, attenzione-attenzione, miscusi-miscusi, testa bassa, una faccia tra il paonazzo e il bianco cadaverico &#8211; lo sai perché ti conosci. Corri, e intanto speri di arrivare in tempo a Savignano sul Panaro, che hai un libro da presentare, un libro grazie al quale hai conosciuto questo posticino a metà tra l&#8217;epica medievale e un frammento di carosello. E arrivi al binario, crolli, un signore ti vede, urla al capotreno A<em>spetti!</em>, tu non hai neppure la forza di ringraziare, prosegui, il primo vagone, fatemi salire e poi mi sposto. Il capotreno ti aiuta, addirittura. <em>Ma almeno è sicura che sia questo il treno?</em> Sìsì, carrozza sei. <em>Riprenda fiato, allora, faccia con calma.</em> E il treno subito parte, intanto squilla il telefono, un amico che non vedi da 10 anni e non senti da 4. Squilla mentre riprendi fiato, Poi richiamo&#8230; pensi. Strano però, pensi. E poi un sms, <em>Eri tu quella che correva in stazione?</em></p></blockquote>
<div>Ma insomma dopo tutte queste corse a <strong>Savignano sul Panaro</strong> ci sono arrivata e il tempo per qualche ora si è fermato. Prima della presentazione che causa minacce di maltempo è stata spostata nella <strong>Sala Consiliare del Comune di Savignano sul Panaro</strong>, siamo andati con <strong>Alberto Fiorini</strong> e <strong>Laura Franchini</strong> a vedere la <a href="http://www.poderifiorini.com/" target="_blank">Torre dei Nanni</a>. Me la ricordo un anno fa, col sole di giugno e un vento da sconvolgerti i capelli. La torre è ancora da restaurare, ogni cosa ha il suo tempo, ma la cantina che mi aveva descritto Alberto quella ora c&#8217;è, ed è proprio come me l&#8217;immaginavo. Un lavoro splendido, ancora da ultimare ma sarà pronto per la prossima vendemmia. Una bella costruzione perfettamente integrata nella collina, coperta per tre quarti da terra, e lì sopra ci verrà pure un vigneto. Il resto è fatto di attenzione ai materiali e lavoro su più livelli per sfruttare la gravità ed evitare l&#8217;uso di pompe. Un grande investimento ma è proprio in tempi come questi che bisogna dimostrare coraggio, così come stanno facendo Alberto e sua sorella Cristina. Bravi bravi.</div>
<div>Dopo la visita in cantina ci siamo spostati in comune per la presentazione, credo che sia stata una delle presentazioni più riuscite. Merito di <strong>Laura Franchini</strong> che ha fatto da moderatrice, ed è stata bravissima &#8211; abbiamo parlato per oltre un&#8217;ora e il pubblico era sempre attentissimo, anzi, hanno fatto anche parecchie domande, attente, precise; merito del <strong>Comune di Savignano</strong>, che ringrazio dell&#8217;invito e dell&#8217;ospitalità, e che ha promosso l&#8217;evento all&#8217;interno della rassegna<strong> Vino e Dintorni</strong>; merito di Cristina e Alberto che hanno fatto un lavoro enorme di passaparola e ci hanno fatto chiudere in bellezza brindando con i loro vini. E un grazie va anche a Emilia, Simone e Stefano: vedere tra il pubblico qualche amico ti fa sentire sempre a casa.</div>
<div>E quando oggi mi hanno descritto le espressioni del pubblico mentre io, concentratissima, leggevo un brano dal racconto dedicato ai fratelli Fiorini, beh, mi sono emozionata io, non lo nego. Scrivere è una cosa strana, che nel migliore dei casi, come questo, ti comporta a conoscere tante persone prima, tante storie da raccontare, e poi a chiuderti in casa per mesi, completamente isolata dal mondo, ma quando poi durante una presentazione vedi che anche gli altri si appassionano a quello che hai fatto, e magari qualcuno ti dice che quel personaggio che è nel libro è esattamente come l&#8217;hai descritto, capisci che qualcosa rimarrà.</div>
<div>Il tempo insomma si è fermato, dilatato, durante la mia permanenza a Savignano sul Panaro. Di momenti belli ne potrei raccontare per giorni, qualcosa finirà in scritti futuri, spero. E ora che sono sul treno, ho ripreso a correre. La settimana appena iniziata è una di quelle che se riesco a rispettare le scadenze da qui a sabato ho svoltato. Ma so che dopo una giornata come quella di ieri sarà più facile. Grazie, grazie a tutti.</div>
<div>Tra i progetti futuri della famiglia Fiorini c&#8217;è anche la conversione dei fienili in camere dove accogliere gli ospiti. Nel frattempo, se passate a Savignano e vi volete fermare a dormire nel borgo (e ve lo consiglio, un sonno tranquillo può fare la differenza), ecco un indirizzo consigliato:</div>
<div><a href="http://www.casadellanonnabb.it/" target="_blank"><strong>B&amp;B Casa della Nonna</strong><br />
</a>Via Crespellani, 17 &#8211; Borgo Castello &#8211; 41056 Savignano sul Panaro (Mo) Tel. 340/07.40.155</div>
<div>E&#8217; gestito dalla signora Armentina e dal marito Raffaele, gentilissimi e accoglienti &#8211; a colazione stamattina c&#8217;era lo strudel perché il signor Raffaele è un alpino ed erano appena rientrato dal raduno annuale, quest&#8217;anno tenutosi a Bolzano. Dormi lì e ti sembra davvero che il tempo si sia fermato, non un rumore se non qualche uccellino, e se passa una macchina è perché ti sono venuti a prendere. E&#8217; arrivata l&#8217;ora di ripartire.</div>
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		<title>Presentazione de Il vino in Italia a Savignano sul Panaro</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 11:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il vino in italia]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[alberto fiorini]]></category>
		<category><![CDATA[cristina fiorini]]></category>
		<category><![CDATA[il vino in italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella che vedete qui sopra è una foto scattata l&#8217;anno passato mentre ero in giro per l&#8217;Italia, proprio in questi mesi, a incontrare i produttori presenti nel libro. Questa foto in particolare l&#8217;ho scattata in cima alla collina dove si trova la cantina Torre dei Nanni della famiglia Fiorini. Il paesino sullo sfondo è Savignano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Savignano sul Panaro dalla Torre dei Nanni" src="http://distillery.s3.amazonaws.com/media/2011/06/19/0d2afb3bf7e64432833c43066d4fd3c9_7.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quella che vedete qui sopra è una foto scattata l&#8217;anno passato mentre ero in giro per l&#8217;Italia, proprio in questi mesi, a incontrare i produttori presenti nel libro. Questa foto in particolare l&#8217;ho scattata in cima alla collina dove si trova la cantina Torre dei Nanni della famiglia Fiorini. Il paesino sullo sfondo è <strong>Savignano sul Panaro</strong>, uno di quei borghi ancora poco conosciuti che l&#8217;Italia sa tirar fuori anche in zone che uno penserebbe già perlustrate a fondo. Savignano sul Panaro si trova a una mezzora da Modena e a pochi passi da Vignola &#8211; anzi, già che era giugno, ricordo che le ciliegie mi hanno piacevolmente accompagnata nel rientro a casa.<br />
A Savignano sul Panaro il comune organizza ogni anno una rassegna cultural-eno-gastronomica chiamata <strong>Vino e Dintorni</strong>. Il <a href="http://www.savignano.it/manifestazioni__eventi/eventi_manifestazioni/vinodintorni_13161720_maggio.htm" target="_blank">programma</a> include cooking show, cene e degustazioni. Quest&#8217;anno avrò il piacere di essere presente anch&#8217;io, a presentare proprio il libro che mi ha fatto scoprire questo grazioso borgo. L&#8217;<a href="https://www.facebook.com/events/412905802071371/" target="_blank">appuntamento</a> è per <strong>domenica 13 Maggio alle ore 18</strong>, alla <strong>Torre dei Nanni</strong> ospiti di <strong>Alberto e Cristina Fiorini</strong> in Via Puglie, 4 proprio a Savignano sul Panaro. A moderare l&#8217;incontro sarà <strong>Laura Franchini</strong>, giornalista e sommelier tra le più briose che io conosca. Penso proprio che ci sarà da divertirsi. E per completare l&#8217;evento, dopo la presentazione degusteremo i vini della Torre dei Nanni. Vi aspetto!</p>
<p>PS segnalo infine che dalle 20,30 al centro Tazio Nuvolari ci sarà la cena degustazione &#8230;di VINO mangiare, con lo chef stellato Matia Barciulli che incontrerà i produttori savignanesi vinicoli e di Aceto Balsamico tradizionale di Modena. Altro evento da non perdere (€ 30,00 a persona -Prenotazioni ai numeri 334 6050717 Simona/338 7702299 Andrea)</p>
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		<title>Come un’interlinea minima</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 13:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Con o senza rima]]></category>
		<category><![CDATA[come un'interlinea minima]]></category>
		<category><![CDATA[tra le righe]]></category>

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		<description><![CDATA[di Slawka G. Scarso Mi sono abituata a parlare con l’interlinea tripla, e tra le righe a infilare pezzi di racconti, a volte storie intere. C’è più fascino dicono, nel non mostrare, nel lasciare un velo - appena &#8211; di mistero. Solo che al velo preferisco un tappeto fitto come quando da piccoli si nascondevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="come un'interlinea minima - slawka g.s carso" src="http://distilleryimage0.instagram.com/c58ebee2984811e19dc71231380fe523_7.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>di Slawka G. Scarso</p>
<p>Mi sono abituata<br />
a parlare con l’interlinea tripla,<br />
e tra le righe a infilare<br />
pezzi di racconti, a volte<br />
storie intere. C’è più fascino<br />
dicono, nel non mostrare,<br />
nel lasciare un velo<br />
- appena &#8211; di mistero.<br />
Solo che al velo preferisco<br />
un tappeto fitto<br />
come quando da piccoli<br />
si nascondevano i giochi<br />
e, vedi?, la cameretta è<br />
in ordine, vedi? Un tempo erano<br />
fogli da colorare, pennarelli,<br />
e mattoncini con cui costruire<br />
città e, dentro quelle, storie.<br />
Scricchiolava tutto,<br />
sotto a ogni passo.<br />
Oggi sono debolezze,<br />
errori che la coscienza<br />
mangiano come la ruggine col ferro.<br />
E come allora, c’è sempre<br />
qualcuno che arriva e alza il tappeto.<br />
Arriva di rado, oggi, niente indagini<br />
materne e programmate.<br />
Arriva come hai fatto tu,<br />
alza il tappeto e indica<br />
la frase nascosta.<br />
Quanto pensi – dice, dici -<br />
quanto pensi<br />
di poter nascondere tra le righe<br />
prima che qualcuno noti<br />
una parola<br />
fuoriuscire qui e là?<br />
E io mi faccio piccola,<br />
come un’interlinea minima<br />
e spero:<br />
una madre, per dire,<br />
può alzare un po’ la voce<br />
ma non farebbe mai la spia.</p>
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		<title>Il vulcano si sbriciola</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 12:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Cammino di Santiago con Tessa]]></category>
		<category><![CDATA[microracconti]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
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		<category><![CDATA[vita con tessa]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel bosco non cammino mai con il lettore mp3. Già senza ascoltare musica certe volte non riesci a sentire i ciclisti che ti arrivano alle spalle come frecce, figuriamoci se avessi le cuffiette. Poi anche se nel bosco c&#8217;è sempre gente, anche se dopo qualche tempo finisce che conosci tutti, preferisco essere sempre pronta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="il vulcano si sbriciola" src="http://distilleryimage8.s3.amazonaws.com/63b5060a5d4611e1b9f1123138140926_7.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel bosco non cammino mai con il lettore mp3. Già senza ascoltare musica certe volte non riesci a sentire i ciclisti che ti arrivano alle spalle come frecce, figuriamoci se avessi le cuffiette. Poi anche se nel bosco c&#8217;è sempre gente, anche se dopo qualche tempo finisce che conosci tutti, preferisco essere sempre pronta per ogni evenienza. Il bosco ha i suoi rumori, che cambiano col passare delle stagioni, ma sono quelli suoi: li riconosci. Il problema è che ogni tanto ci sono rumori che non vorresti sentire mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina mentre con Tessa rientravamo verso la macchina, ma eravamo ancora ben lontane dai cancelli, abbiamo sentito un suono. Lei ha alzato lo sguardo in alto, subito. Io pure. Era il suono di rami che si spaccano, rami pesanti, e fronde che scendono giù. Lì per lì ho pensato che stessero tagliando qualcosa &#8211; magari qualche albero già pericolante &#8211; dopo la pioggia capita che ne venga giù qualcuno. Mi aspettavo di sentire delle voci. Poi però ho sentito un tonfo, e appresso a quello un altro ancora, e ancora rami che si spezzavano, e fronde verdi piene di primavera che venivano giù. E il tonfo che si ripeteva. Ho urlato a Tessa che era pochi metri davanti a me <em>Corri, Tessa, corri!</em> Avrei dovuto controllare bene, per capire se magari era meglio proseguire o tornare indietro, ma il fatto è che sul momento tu scappi e basta. Così dietro a Tessa correvo anch&#8217;io, buttando appena uno sguardo a sinistra, su per il costone che in quel punto scendeva a strapiombo, pochi alberi tra la roccia e il sentiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so quanti massi se ne siano venuti giù, stamattina. Di solito ne trovi qualcuno già sul sentiero. Capitare sotto, mentre scendevano, non mi era mai successo ma il fatto è che il vulcano si sbriciola, pare sia normale, così almeno mi diceva anni fa un geologo durante una visita guidata. Il vulcano si sbriciola e oggi le mie ginocchia invece s&#8217;erano fatte tipo gelatina. Un senso di spossatezza che neanche dopo 20 chilometri a piedi con lo zaino. E per un attimo mi sono sentita un po&#8217; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dTElEK2UV0Q" target="_blank">così</a>, ma senza cappello.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chissà quanto</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 20:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Con o senza rima]]></category>
		<category><![CDATA[chissà quanto]]></category>
		<category><![CDATA[disegni]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Slawka G. Scarso Ogni mattina vorrei nascondere poche parole tra le tue carte. Infilarle lì, senza che tu possa notarle. Parole sparse tra i tuoi disegni: prima una, poi un’altra e un’altra ancora, formare versi, col passare dei giorni, e storie intere con l’avvicendarsi dei mesi. Poi rimarrei ad aspettare e t’immaginerei mentre calmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="waiting " src="http://i35.photobucket.com/albums/d196/slawka/waiting.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>di Slawka G. Scarso</p>
<p>Ogni mattina vorrei<br />
nascondere poche parole<br />
tra le tue carte.<br />
Infilarle lì, senza che tu<br />
possa notarle.<br />
Parole sparse tra i tuoi disegni:<br />
prima una, poi un’altra<br />
e un’altra ancora,<br />
formare versi, col passare<br />
dei giorni, e storie intere<br />
con l’avvicendarsi dei mesi.<br />
Poi rimarrei ad aspettare<br />
e t’immaginerei mentre<br />
calmo da un foglio passi<br />
a un altro.<br />
E dopo una casa, ecco<br />
spuntare una frase,<br />
dietro un palazzo<br />
un rigo a fare capolino.<br />
Le rime si andrebbero<br />
a baciare dietro un vicoletto<br />
Altre s’incrocerebbero veloci<br />
In un cortile,<br />
o sotto un tetto.<br />
Chissà quanto ci metteresti<br />
a notarle.<br />
Chissà quanto ci metterai<br />
ancora.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cibo e arte, arte e cibo con Roy Caceres al Metamorfosi</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il vino in italia]]></category>
		<category><![CDATA[un boccone, anche due]]></category>
		<category><![CDATA[arte e cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cantina albea]]></category>
		<category><![CDATA[cena a tema]]></category>
		<category><![CDATA[gegè mangano]]></category>
		<category><![CDATA[metamorfosi]]></category>
		<category><![CDATA[roy caceres]]></category>

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		<description><![CDATA[Metti una di quelle sere, a Roma, quando il traffico sembra bloccarsi in una sorta di freeze mob. Roba che tu ti ci trovi in mezzo e nessuno te l&#8217;ha detto &#8211; queste cose le scopri puntualmente quando ne parlano al telegiornale, a evento finito. Ti guardi attorno e trovi solo facce rassegnate &#8211; ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://i35.photobucket.com/albums/d196/slawka/caceres-metamorfosi.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" title="Caceres - Metamorfosi" src="http://i35.photobucket.com/albums/d196/slawka/caceres-metamorfosi.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Metti una di quelle sere, a Roma, quando il traffico sembra bloccarsi in una sorta di freeze mob. Roba che tu ti ci trovi in mezzo e nessuno te l&#8217;ha detto &#8211; queste cose le scopri puntualmente quando ne parlano al telegiornale, a evento finito. Ti guardi attorno e trovi solo facce rassegnate &#8211; ti ricordi che c&#8217;è lo sciopero dei taxi. Forse c&#8217;è pure il blocco del traffico. Stai per desistere perché ancora sei molto più vicino a casa che a destinazione e poi t&#8217;impunti: ce la puoi fare, ti dici. Non l&#8217;avranno vinta, no!</p>
<p style="text-align: justify;">E alla fine ce la fai, il traffico si dissolve improvvisamente (dopo 45 minuti di coda, intendo dire), e ancora non te lo spieghi cosa era successo &#8211; piovere, non pioveva, forse un incidente? &#8211; ma arrivi alla meta e trovi pure parcheggio a una cinquantina di metri dal ristorante. La serata si mette d&#8217;un tratto al meglio e la conferma ce l&#8217;hai quando varchi la soglia del <strong>Metamorfosi</strong>, il tempo di ambientarsi un poco e inizia la serata. Questo racconto, lo dico subito, risale a metà gennaio, ce l&#8217;avevo in serbo da un po&#8217;. Era una serata che mischiava arte e cibo, di quelle come piacciono a me e Livia Belardelli che mi aveva invitata lo sapeva bene. In sala di regia, come ogni sera, il colombiano <strong>Roy Caceres</strong> della cui cucina avevo sentito parlare da tempo &#8211; credo la prima volta fosse stata quando stava da Pipero &#8211; e per questo ero parecchio curiosa. Aspettative particolarmente che non sono state deluse, anzi!<br />
Del resto se il benvenuto te lo danno con un <em>amuse bouche</em> ammiccante al punto giusto, un lecca lecca di Pata Negra con una crocchettina di baccalà e patate, cosa ti aspetti? E a seguire una crema di patate con sfoglia di peperoni, fuso piacere, una terrina di foie gras con cassis e pan d&#8217;epice che echeggia favole d&#8217;oltralpe, e ancora ravioli di blu del Monviso con rapa rossa e tartufo &#8211; un delicato sovrapporsi di profumi &#8211; e per finire il piccione scottato in polenta croccante &#8211; abbinamenti sempre armonici, il giusto contrasto di consistenze e strutture, giocando con gli ingredienti con consapevolezza e curiosità sempre accesa. Come se in ogni piatto ci fosse davvero una metamorfosi in corso: un fermo immagini sull&#8217;evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La serata abbinava cibo e arte, e infatti quella sera una violoncellista ha suonato pezzi più noti &#8211; per la gioia dei collezionisti di compilation classiche &#8211; e altri più ricercati. Momenti ben alternati all&#8217;arrivo dei piatti, così da poter dare la giusta attenzione a tutto, al cibo per lo spirito e a quello per il corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le repliche, come in ogni concerto che si rispetti, non sono ammesse, ma per chi volesse provare segnalo la prossima serata a tema, stavolta dedicata alla Puglia, una sonata a quattro mani in cui Roy Caceres verrà affiancato da <strong>Gegè Mangano</strong>. Si terrà <strong>giovedì 19 aprile alle ore 20.30</strong>. Ecco il menu:</p>
<ul>
<li>aperitivo a tavola con piccole preparazioni salate, alici, burrata, fave e peperoni passiti</li>
<li>crostone di pane di montagna con cicoriella di campo saltata, olio frantoiano e scottata di olio di quaglia</li>
<li>orecchiette di grano arso con cime di rapa mollicate e oliarola garganica</li>
<li>carrè di agnello con cardi e pomodori secchi</li>
<li>mandorle di torrito, mosto cotto e limone</li>
<li>piccola pasticceria</li>
</ul>
<div>Costo a persona 80 euro inclusi i vini in abbinamento dell&#8217;azienda <strong>Albea</strong>. Prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni info@reamedelgusto.com e 338-4673591.</div>
<div><strong>Metamorfosi | Via Giovanni Antonelli, 30/32 &#8211; 00197 Roma | tel 06 8076839 | email info@metamorfosiroma.it</strong></div>
<div><img class="aligncenter" title="Arte e cibo al Metamorfosi a Roma" src="http://i35.photobucket.com/albums/d196/slawka/metamorfosi-concerto.jpg" alt="" width="300" height="300" /></div>
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		<title>Quando prendi qualcosa, qualcosa lasci</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 08:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Con o senza rima]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[qualcosa lasci]]></category>
		<category><![CDATA[Quando prendi qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[slawka g. scarso]]></category>

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		<description><![CDATA[Sorrido mentre parli ascolto la tua vita ne bevo, piano, come sorsi di vino. In quel calice per un attimo, mi ritrovo a specchiarmi a vedermi in quel riflesso che appartiene a te. Poi sui saluti “Devi essere felice,” dici. e la mia mano subito non lasci - neppure gli occhi. E mentre m’allontano ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Quando prendi qualcosa, qualcosa lasci" src="http://distilleryimage2.s3.amazonaws.com/a78ba4ee6c4911e180c9123138016265_7.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Sorrido mentre parli<br />
ascolto la tua vita<br />
ne bevo, piano,<br />
come sorsi di vino.</p>
<p>In quel calice<br />
per un attimo,<br />
mi ritrovo a specchiarmi<br />
a vedermi in quel riflesso<br />
che appartiene a te.</p>
<p>Poi sui saluti<br />
“Devi essere felice,” dici.<br />
e la mia mano subito non lasci<br />
- neppure gli occhi.</p>
<p>E mentre m’allontano ho l’impressione<br />
che di me sai già tutto<br />
senza che io abbia detto una parola<br />
e che una virgola della mia anima<br />
resterà qui, tra queste antiche mura.</p>
<p>estate 2011</p>
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		<title>Come anatre controcorrente &#8211; diario veronese</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 10:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il vino in italia]]></category>
		<category><![CDATA[microracconti]]></category>
		<category><![CDATA[adige]]></category>
		<category><![CDATA[anatre]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[nuotare controcorrente]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[dal mio diario veronese &#8211; E insomma ho perso il treno per Cerea. Quello dopo impiegava due ore o quasi, e allora sono rimasta a Verona. Ho camminato senza neppure guardare la mappa, ho allungato il giro senza neppure darci peso. Poi mi sono fermata a guardare le anatre lungo l&#8217;Adige. Come scivolavano giù, seguendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="L'Adige - Verona" src="http://distilleryimage2.instagram.com/557266807be811e1a87612313804ec91_7.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">dal mio diario veronese &#8211; E insomma ho perso il treno per Cerea. Quello dopo impiegava due ore o quasi, e allora sono rimasta a Verona. Ho camminato senza neppure guardare la mappa, ho allungato il giro senza neppure darci peso. Poi mi sono fermata a guardare le anatre lungo l&#8217;Adige. Come scivolavano giù, seguendo la corrente, e comunque battevano forte le zampe. E mi chiedevo se a loro non viene in quell&#8217;istante l&#8217;ansia di risalire. Vai giù, veloce, ma poi chissà che fatica. Io ci penserei, per dire. E loro lì, invece, a scivolare giù, a gruppi di due o tre. Il fatto è che io abito vicino a un lago, e le anatre le vedo quasi tutti i giorni, ma non c&#8217;è corrente. In certi giorni non ci sono neppure le onde.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi <em>scema</em>, mi sono detta, <em>quelle a ritorno volano! che gliene importa?</em> E invece dopo ne ho viste due. Risalivano la corrente, come se non sapessero volare. Fianco a fianco, anche da lontano si vedeva lo sforzo, il collo teso in avanti. Fianco a fianco, e se una un poco avanzava, poi aspettava che l&#8217;altra la raggiungesse. Le ho osservate a lungo, sperando di vedere il loro arrivo, magari su un isolotto di quelli che affiorano in mezzo al fiume, sabbie e detriti e verde di piante tra le acque veloci. Ma loro continuavano ad andare avanti e io ho proseguito lungo il mio percorso senza una vera meta, certa che sarebbero arrivate a destinazione, certa che la loro destinazione fosse già quella.</p>
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		<title>Appunti displasici di una domenica di sole</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 14:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Cammino di Santiago con Tessa]]></category>
		<category><![CDATA[Vita con Tessa]]></category>
		<category><![CDATA[allenamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[displasia]]></category>
		<category><![CDATA[labrador]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano le passeggiate molto easy con Tessa. Niente forzature, solo una camminata nel bosco, non troppo lunga, meglio ancora se senza guinzaglio, che aiuta sempre l&#8217;umore. In questi giorni abbiamo iniziato la cura di Cosequin Taste e i miei ringraziamenti più sentiti vanno a chi ha pensato questi integratori visto che Tessa se li mangia come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Tessa tentative swimming" src="http://distilleryimage9.instagram.com/2d426b9a710411e1a87612313804ec91_7.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Continuano le passeggiate molto <em>easy</em> con Tessa. Niente forzature, solo una camminata nel bosco, non troppo lunga, meglio ancora se senza guinzaglio, che aiuta sempre l&#8217;umore. In questi giorni abbiamo iniziato la cura di Cosequin Taste e i miei ringraziamenti più sentiti vanno a chi ha pensato questi integratori visto che Tessa se li mangia come fossero un biscottino-premio. Niente capricci, anzi.<br />
Ovviamente trattandosi di integratori per le articolazioni non danno nessun effetto immediato e anzi oggi mi sono finalmente decisa a dare a Tessa un po&#8217; di antidolorifici. Nei giorni passati non l&#8217;avevo fatto perché speravo di evitare, e poi ero sempre in giro e l&#8217;antidolorifico è in una pillola rivestita da aprire e dosare in due giorni, e sinceramente dare anche quest&#8217;altra scocciatura ai miei&#8230; beh, non mi pareva il caso. Ora approfittando di qualche giorno a Roma, fino al Vinitaly, vediamo di risolvere anche questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tessa ha nuotato un po&#8217; ma si è stancata quasi subito. Prima entrava e usciva dall&#8217;acqua, e quando era in acqua nuotava a lungo. Oggi stava un po&#8217; e risaliva. Magari dipendeva solo dalle onde che erano relativamente alte, per un lago così piccolo come il nostro, magari era proprio la stanchezza legata a questi suoi problemi all&#8217;anca. Rientrando c&#8217;era un pezzo di salita ma lì per limitare il dislivello abbiamo camminato a zig zag, il trucco che normalmente si usa in discesa e in salita quando ti fa male il ginocchio. Questo almeno il mio ragionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo rientrate alla macchina ho dovuto caricarla di peso perché da sola non ce la faceva. Così ora sto cercando di capire dove partire con lei quest&#8217;estate. Cerco un posto con sentieri ben segnati e abbastanza frequentati per poter andare da sola con lei. E soprattutto senza grossi dislivelli. Pensavo al Trentino o all&#8217;Alto Adige, ovviamente senza salire in alto. Se qualcuno avesse altri suggerimenti sono benvenuti!</p>
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		<title>La felicità a volte va, a volte resta</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 09:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Slawka G. Scarso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Con o senza rima]]></category>
		<category><![CDATA[contadino]]></category>
		<category><![CDATA[Felicità]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Slawka G. Scarso Nuvole basse sui casolari diroccati, la felicità a volte va a volte resta. In fondo al campo c&#8217;è un contadino armeggia col trattore - Se ti riparo prima che venga sera lei mi ama, dice. E soffia, come davanti a un dente di leone pronto per il suo volo e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://distillery.s3.amazonaws.com/media/2011/07/29/d7ccddf85d91439d84ddac3b03262142_7.jpg" alt="" width="300" align="center" /></p>
<p>di Slawka G. Scarso</p>
<p>Nuvole basse<br />
sui casolari diroccati,<br />
la felicità a volte va<br />
a volte resta.<br />
In fondo al campo<br />
c&#8217;è un contadino<br />
armeggia col trattore -<br />
Se ti riparo<br />
prima che venga sera<br />
lei mi ama, dice.<br />
E soffia, come davanti<br />
a un dente di leone<br />
pronto per il suo volo<br />
e un desiderio.<br />
La felicità a volte va<br />
a volte resta.</p>
]]></content:encoded>
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